lunedì 23 aprile 2012

"I HAVE TO GO"


Questa poesia ha trent'anni. Siamo cresciuti insieme. Adesso mi dice che vuole andare da sola, trovare qualcuno che la legga e così arricchirsi di nuovi significati.
Le dico "attenta che i tempi sono cambiati, rischi di apparire come una signora con abiti desueti e fuori moda e di parlare un linguaggio non consono a questi tempi rapidi e poco poetici".
Dice "non importa  I have to go. Questa è la mia scelta".
La saluto e le auguro ogni bene.


Le sere che lunghe di sole
leggero sapore

a me che mi congedo
e Teresa sospesa
che vedo e rincorro su bianco tramonto,
passero tra rami incerto e scoperto,
rosea discesa e mia esca terrena.

Viola che vola vistosa e serena
dove in luna dischiude letizie,
primizie d'estate che vuole tepore

ma io richiudo le imposte
e Teresa sospesa
svanisce nel ritirarsi dell'onda
mentre io, deposte le insegne,
inseguo in notte imperiosa

il suo adagiarsi sul fondo
dove intonso si legge:
"è vero che non posso ma voglio".

1 commento:

  1. Questo genere di poesia in sè stesso non tramonta mai, anzi, in tempi aspri, aridi come questi più che mai offre dolci attimi di rifugio.
    Non sarà che sei troppo cambiato tu da allora?

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